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mercoledì 5 febbraio 2014

Una poesia di Horst Fantazzini letta durante la trasmissione Bate Motel di Radio Cage


Mercoledì 5/2/2014 alle 22.00 su www, radiocage.it



XII puntata di Bate Motel - II stagione

Entità vagante per definizione, Bates Motel cammina inquieta per voi lungo le multiformi sono rità di un autunno milanese appena trascorso : ecco spuntare tra i Navigli le note del piano di Evan Lurie (dal Vivo!), in Chiesa Rossa l'organo di Philip Glass, in Ripa di Porta Ticinese la poesia di Horst Fantazzini e la rivoluzione egiziana raccontata da Marco Philopat. Tra un passo e l'altro, come al solito, la pregiata collezione autunno/inverno di bombon musicali... su www.radiocage.it



sabato 28 dicembre 2013

Rubato dal blog Maelstrom... il diario della Battaglia di Trani alla quale partecipò anche Horst Fantazzini

… Dal luglio ‘77 fino alla battaglia, nel circuito speciale il kampo di Trani ha rappresentato “l’altra faccia dell’Asinara”. Qui, a differenza dell’Asinara, era attraversol’applicazione di norme riformiste che si tentava di pacificare e annientare politicamente i proletari prigionieri (P.P.).Quando parliamo di riformismo come forma e funzione dell’annientamento, intendiamo riferirci al modo in cui gli spazi e la conduzione “democratica”  del kampo da parte della Direzione, erano intesi solo ed esclusivamente al raggiungimento di un unico obiettivo: la differenziazione e la divisione dei P. P. … Trani è sempre stato il kampo in cui si è mantenuta una rigida divisione tra “comuni” e “politici”  confinati in piani diversi della sezione speciale. Il kampo a gestione scientifica, dove ogni minimo spazio di socialità interna veniva utilizzato per studiare in modo capillare le varie componenti …
Attraverso assemblee, riunioni, discussioni continue, mobilitazioni ed azioni di propaganda che hanno coinvolto ogni prigioniero e a cui ogni prigioniero ha dato il proprio contributo, si è giunti all’elaborazione del Comunicato n.1 attorno a cui si è costruito il CdL.  … La raggiunta unità e la conseguente costruzione del CdL è derivata, in primo luogo, dall’aver messo al centro della nostra iniziativa i contenuti politici che si erano espressi nella campagna (del Fronte Carceri delle BR con il sequestro D’Urso): LIBERAZIONE E GUERRA ALLA DIFFERENZIAZIONE. Tutta la nostra iniziativa è sorta attorno ad un programma politico di liberazione collettiva, programma costruito collettivamente, di cui la nostra battaglia è stato un esempio significativo, dimostrando contemporaneamente il livello politico-militare che oggi occorre affrontare e sostenere per praticare un progetto di liberazione. ..
- ore 14,00 – Il direttore Brunetti, il sostituto procuratore De Marinis e gli onorevoli Cioce e Scamarcio della Commissione Giustizia del Senato, vengono per parlamentare con noi. Gli  si fa presente la situazione dell’appuntato (ferito) Telesca, gli si ribadiscono i termini politici dell’operazione in corso e le condizioni per il rilascio delle guardie. Questi danno ampia assicurazione sul fatto che non ci sarà una soluzione di forza, ma si arriverà ad un epilogo basato sulle trattative. Mentre in realtà come Scamarcio stesso dichiarerà su Lotta Continua del 3.1.1981, era già stato deciso diversamente. L’obiettivo del MGG era quello di prendere tempo in modo da disporre le manovre politiche e i mezzi tecnici necessari all’attuazione dell’intervento dei GIS (Gruppi di Intervento Speciale dei Carabinieri). L’occupazione militare del kampo da parte del CdL, rappresentava un grosso successo per il movimento dei PP ed uno smacco per il nemico il quale, inizialmente, era rimasto disorientato e spiazzato politicamente e militarmente. Ciò lo costringeva a tentare di recuperare una parte della credibilità  perduta mediante un’avventura militare i cui esiti erano del tutto incerti e imprevedibili. Se questa avventura non si è trasformata in un massacro senza precedenti, non è certo dovuto all’efficienza e alla preparazione militare dei GIS e di chi aveva fatto la scelta politica di utilizzarli, ma esclusivamente all’intelligenza politica e al comportamento del CdL e dei PP, che pur subendo l’offensiva del nemico, hanno sempre  saputo mantenere saldamente il controllo della situazione.
- ore 16,20 – GIS, CC, AdC attaccano simultaneamente dall’alto (elicotteri) e dal basso, fregandosene della vita degli ostaggi. Il primo attacco alla rotonda del piano terra viene respinto dal lancio di una molotov e di una bomba al plastico. I mercenari attaccanti volano per aria. Apprendiamo in seguito che più di 20 resteranno feriti. A questo punto, davanti al cancello della rampa che immette sulla rotonda, vengono portati da noi due ostaggi, allo scopo di ricordare al nemico che non avremmo permesso un massacro senza adeguata rappresaglia. Nel frattempo i GIS sono calati sul tetto del carcere dagli elicotteri, mentre un elicottero copriva l’operazione sparando sui finestroni della rotonda del primo e secondo piano, in modo da impedire il presidio da parte dei proletari  prig. armati di bombe. Nelle rampe delle scale, inoltre, vengono fatte esplodere una serie di saponette di esplosivo davanti ai finestroni, di cui una davanti alla finestra della stanza del telefono dove la Direzione pensava fossero riuniti i responsabili del C.d.L.
C’è un terzo tentativo di irruzione dalla “rampa uno” del piano terra, tentativo che viene bloccato con la minaccia di una bomba. Mentre i CC  si ritirano dalla “rampa uno” , un gruppo di questi fa saltare il cancello della “rampa due” con una carica di esplosivo. Contemporaneamente a questi attacchi, il gruppo di CC calati sul tetto fa saltare la botola della scala a chiocciola che si affaccia sul cancello della rotonda del secondo piano. Coperti da raffiche, con una carica di esplosivo fanno saltare il cancello che immette nella rotonda del secondo piano. Intanto, al piano terra, tentano un’irruzione dalla “rampa uno”  ma vengono ancora fermati dal lancio di una bomba. A questo punto, però, il gruppo di CC che aveva attaccato la “rampa due” , riesce a salire con il lancio di bombe a mano e saponette di esplosivo fino al  primo piano. I proletari prigionieri incaricati della difesa del kampo cercano di ostacolare l’irruzione dei CC lanciando le ultime bombe al plastico nei corridoi in direzione del nemico.
Nel frattempo si decide di convogliare tutte le guardie prigioniere in un braccio del primo piano: l’irruzione dei CC sulla rotonda del primo piano interrompe questa operazione e divide le forze degli occupanti del kampo. Il nemico, dai cancelli delle tre scale, spazza con raffiche di mitra, colpi di fucile a pompa, bombe a mano SRCM, saponette al plastico, le rotonde del primo piano e del secondo e lo specchio dei corridoi; in tal modo i prolet. prig.  ed i compagni sono costretti a ritirarsi, divisi in quattro tronconi, nelle celle delle quattro sezioni, portando con loro le guardie prigioniere. Nel corso di questa operazione vengono colpiti alcuni prolet.prig. di striscio alla testa ed in pieno in vari punti del corpo. Anche una guardia prigioniera, in divisa, viene colpita all’addome da un colpo di mitra. Mentre procede l’avanzata dei mercenari  di Stato, di fronte alle minacce di rappresaglia sulle guardie prigioniere lanciate da alcuni prolet. prig., la risposta dei CC è chiara: “Abbiamo carta bianca, possiamo ammazzarvi tutti, guardie comprese”. In effetti questa affermazione viene avvalorata da numerosissime raffiche sparate ad altezza d’uomo e da un nutrito lancio di bombe a mano. Dopo essersi impossessati anche dei corridoi delle sezioni, i CC cominciano ad aprire le celle e a rastrellare con le armi spianate i prolet. prig.  e le guardie in ostaggio, sparando raffiche nelle celle non solo a scopo terroristico.
Scatta la rappresaglia del nemico: ad ogni singola cella, uno alla volta, i prigionieri vengono fatti scendere dalle sezioni fino ai cortili attraverso un imponente schieramento dei CC e Agenti di Custodia che con calci, canne dei fucili e dei mitra, spranghe di ferro, bastoni e manganelli, iniziano un pestaggio a sangue sui prigionieri. Il massacro è violentissimo e nei cortili dei passeggi saranno in pochissimi a reggersi in piedi alla fine del pestaggio. Moltissimi presentano ferite lacero-contuse alla testa e in varie parti del corpo, denti rotti, labbra spaccate, mani fracassate, costole rotte o incrinate ed un enorme numero di ematomi su tutto il corpo. Il pestaggio, oltre ad essere furioso ed interessare tutti i prigionieri, è anche selettivo, nel senso che all’uscita dalla sezione e all’ingresso dell’aria, vengono identificate secondo  una lista nominale, provvista di fotografia, dai CC e dai brigadieri degli A.d.C. che danno indicazioni sul “trattamento differenziato” da applicare a quelli compresi nella lista. Così i compagni ed i proletari più combattivi identificati nel corso della lotta come dirigenti, vengono minacciati di morte e massacrati con particolare ferocia ed accanimento.
“Appoggiamo incondizionatamente il programma e gli obiettivi che gli organismi di massa dentro le carceri si sono dati. Ad essi non accordiamo una generica ed inutile solidarietà a parole, ma continueremo su questo terreno l’attacco allo Stato Imperialista, perchè si rafforzi e consolidi il potere proletario armato nelle carceri e gli obiettivi del suo programma vengano raggiunti.
La lotta dei prolet. prig., il programma dei C.d.L. come avevamo già affermato, ci riguardano direttamente e riguardano anche il boia D’Urso. Siamo perfettamente d’accordo con i proletari di Trani quando dicono che D’Urso è anche loro prigioniero. Per quanto ci riguarda  abbiamo  già  emesso  un  giudizio,  secondo  i  criteri  della  giustizia  proletaria ed   esso   corrisponde   sicuramente   a   quanto   ogni   proletario   ha   già   decretato.

La condanna a morte di D’Urso è sicuramente giusta, ma l’opportunità di eseguirla o sospenderla deve essere valutato politicamente. Questo spetta, oltre che alle B.R., esclusivamente agli O.M.R. (Organismi di Massa Rivoluzionari) dentro le carceri. Ad essi solo spetta valutare gli obiettivi già raggiunti dalla battaglia fin qui condotta, ad essi la valutazione esatta dei rapporti di forza che hanno consentito una significativa avanzata nella realizzazione del programma immediato dei prolet. prig. Questa voce per decidere se eseguire o sospendere l’esecuzione di D’Urso, è l’unica che ci interessa sentire.
Vogliamo essere più espliciti: non deve essere impedito al C.d.L. di Trani e al C.U.C. (Comitato Unitario di Campo) di Palmi di esprimere integralmente, senza censurare nemmeno le virgole, le loro valutazioni politiche ed il loro giudizio.
Questo vogliamo sentirlo dai vostri strumenti radio-televisivi, leggerlo sui maggiori quotidiani italiani, così come avevano chiesto i proletari di Trani in lotta. La repressione e la chiusura nei confronti degli organismi di massa nei kampi, troverà da parte nostra la più dura e decisa opposizione e sapremo assumerci tutte le nostre responsabilità”.
In seguito a questo comunicato, nel kampo di Trani si presenta una commissione del Partito Radicale che, con la scusa di visitare i prigionieri per appurare le loro condizioni di salute, cerca di sondare il terreno per aprire una trattativa col C.d.L. allo scopo di mercanteggiare con questo la vita del boia D’Urso.
Qui si manifesta la totale ipocrisia da vecchia baldracca della borghesia che, prima attacca i proletari prigionieri con la sua mano militare e con la logica di annientamento, poi con la sua mano riformista-pacifica cerca di mendicare dal C.d.L. la liberazione di D’Urso. Ma anche la mano riformista-pacifica dei radicali, così come la mano armata dei GIS, non riesce ad ottenere l’effetto di disgregare la volontà e l’unità politica dei prolet. prig. del kampo. Le loro manovre politiche non hanno trovato alcuno spazio. La visita della delegazione radicale è stata una manovra dello Stato; come tale è stata accolta e considerata dal C.d.L.
Ovviamente, com’è uso di questi politicanti borghesi per ogni vicenda politica, anche questa è stata un’occasione per imbastire vari intrallazzi e colpi bassi di ogni genere, secondo il costume che caratterizza la lotta politica tra le varie consorterie del potere. Non è un caso che questa delegazione abbia usufruito a Trani di spazi di agibilità illimitati, come la possibilità di ritirare dalle nostre mani, con il benestare della direzione del kampo, il documento: “Bilancio di una settimana di lotta nel kampo di Trani”; tra l’altro, su nostra richiesta, la direzione ci aveva fornito -d’accordo col Ministero- di una macchina da scrivere per la stesura di questo documento. Mentre radicali e PSI cercavano di usare la delegazione dei parlamentari per i loro sporchi giochi, la forza del C.d.L. e l’omogeneità dei proletari riuscivano a ribaltare queste manovre e, inserendosi nelle contraddizioni del nemico, riuscivano ad operare per far uscire la loro voce e far conoscere le loro valutazioni sulla battaglia all’intero movimento rivoluzionario, con un comunicato di cui riportiamo il testo integrale:
… Il progetto di annientamento che la borghesia imperialista è andata sviluppando nel carcerario, dopo la battaglia dell’Asinara del 2 ottobre 1979, è stato quello di separare le avanguardie comuniste dal loro referente di classe, separare le varie componenti del movimento rivoluzionario, separare la parte più avanzata e più cosciente del proletariato prig. dal resto. Questa pratica di separazione avrebbe dovuto permettere, nelle intenzioni dei cervelloni dell’antiguerriglia, di analizzare e studiare ogni singolo militante o prigioniero, in quanto appartenente ad una Organizzazione Comunista Combattente o ad uno strato sociale antagonista, in modo da ricavare il maggior numero di dati e informazioni per annientare il gruppo o l’organizzazione di cui il singolo fa parte e attraverso ciò anche lo stesso compagno o prigioniero.

lunedì 23 dicembre 2013

Documento scritto da Notarnicola,Terranova, Fantazzini, Battaglia e Ognibene dopo il tentativo di evasione dal Carcere di Favignana, 5 novembre 1976

Documento del 5 novembre 1976 scritto nel carcere di Favignana da Sante Notarnicola, Carmelo Terranova, Horst Fantazzini, Beppe Battaglia, Roberto Ognibene. Dopo il loro tentativo di evasione. Questa è storia.


Resistenza umana nelle paludi di rassegnazione, la traccia e il ricordo di Horst Fantazzini

<< Io ho un carattere socievole e mi piace ridere e scher­zare. Odio la volgarità, la prepotenza e l’ipocrisia. Dopo tanti anni di galera, ho acquisito la tendenza a rinchiudermi in me stesso per coltivare i miei sogni, i miei progetti, le mie speranze. Insomma, sono diventato un po’ "orso", ma appena ho a che fare con persone vive e leali, mi apro completamente. Non è facile sopravvivere in queste paludi d’opportunismo e rassegna­zione riuscendo a salvaguardare la propria personalità. Ci si riesce a condizione d’ergere steccati immaginari tra se e gli altri, tra se e l’ambiente. Io credo d'essere riuscito a mantenermi integro e ci sono riuscito perché ho avuto la fortuna di vivere rap­porti intensissimi con compagni e compagne che, da fuori, non mi hanno mai fatto mancare la loro amicizia, il loro affetto, il loro amore. Ci sono riuscito perché da prigioniero sono sempre sta­to capace di difendere alcuni spazi inviolabili quali la dignità, l’orgoglio e il rispetto di me stesso. La difesa quasi trentennale della mia integrità è stata la lotta più dura. Il resto, i fatti di cronaca, le lotte, le evasioni, sono episodi importanti ma non determinanti. >> Horst Fantazzini


giovedì 21 novembre 2013

Meglio libri che male accompagnati. Milieu a Scighera MILANO 29 novembre - 1 dicembre

Cosa c'è meglio di un libro?

In Scighera, con la collaborazione di Edizioni Elèuthera, si apre la prima edizione di una fiera per incontrare il meglio degli editori indipendenti, case editrici che si muovono fuori dalla logica dello stretto guadagno commerciale e scelgono i titoli da pubblicare rispettando quello in cui credono e che reputano bello e importante.
Si comincia venerdì sera 29 novembre con un concerto di DJ Malatesta e Drowning Dog, per proseguire sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre (dalle 14.00 in poi) con l'esposizione delle case editrici insieme a presentazioni, readings e musica. E naturalmente i vini della Scighera e incursioni culinarie della Locanda dell'Assurdo.
Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre sarà possibile acquistare tessera arci 2013 al prezzo di costo (5,00 €) e quella 2014 con un buono di 2,00€ per l'acquisto di un libro in Fiera.
Meglio libri insomma (che male accompagnati!).






PROGRAMMA





martedì 8 ottobre 2013

19 ottobre * Lo Statuto dei Gabbiani a Fossano


E’ quindi nata l’idea di proporre un’apertura serale mensile rivolta in primis al pubblico degli adulti che, per motivi di lavoro, sono spesso nell’impossibilità di frequentare la biblioteca nel consueto orario di servizio (dalle 14 alle 19 dal lunedì al venerdì e dalle 8.30 alle 12 il mercoledì e dalle 9 alle 12 il sabato). Le tre aperture stabilite costituiscono una sperimentazione che, se valutata positivamente, potrebbe trasformarsi in un appuntamento mensile fisso a partire dal mese di gennaio 2014. La proposta del Dipartimento prevede l’erogazione del servizio a costo zero per l’Amministrazione in quanto le ore straordinarie lavorate dal personale saranno recuperate durante il regolare servizio. Paolo Cortese, Assessore alla Cultura, commenta: “Sento di esprimere la mia riconoscenza  al personale il quale, dando questa disponibilità, consentirà ai cittadini fossanesi di avere un servizio nuovo e un'occasione per allargare l'offerta culturale”. Di seguito le principali iniziative in programma nelle prossime settimane. Sabato 5 ottobre alle 16,15 POMERIGGI FAVOLOSI presenta: BESTIE DI BOSCO, con A. Baschieri e G. Magnani, a cura di Equilibri (Biblioteca Civica). Sabato 19 ottobre alle ore 21.00 nella Sala Barbero del Castello Acaia presentazione del libro di Horst Fantazzini LO STATUTO DEI GABBIANI a cura di Patrizia Diamante. Sabato 19 ottobre alle 16,15 POMERIGGI FAVOLOSI presenta: STORIE IN LIBERTA' UN PO' COSI' UN PO' COSA', con Eva Gomiero, Pierreci Codess Cultura (Biblioteca Civica). Mercoledì 30 ottobre alle 18 nella Sala Barbero del Castello Acaia incontro con Massimo Tallone che presenta il suo ultimo libro: IL DIAVOLO AI GIARDINI CAVOUR. Sabato 9 novembre alle 16,15 POMERIGGI FAVOLOSI presenta: L'UOVO, con Corrado Deri, Erewhon Associazione Culturale (Biblioteca Civica). Martedì 12 novembre, al Cinema Teatro I Portici PROGETTO TEATRO - SCUOLA presenta PIPPI CALZELUNGHE, liberamente ispirato al romanzo di Astrid Lindgren, Teatro d’Aosta. Per la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria I Ciclo. A cura del Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte. Sabato 16 e sabato 23 novembre, dalle 9 alle 12 nella Sala consultazione della Biblioteca Civica CORSO DI GIALLO. Il corso si articola in due incontri di circa tre ore l’uno ed è rivolto a chi vuole approfondire la materia letteraria che ha come finalità la stesura di un giallo / noir. Il corso è gratuito, ma è necessaria la preiscrizione perché i posti sono limitati. Realizzato grazie al contributo della Fondazione CRF. Sabato 30 novembre alle 16,15 POMERIGGI FAVOLOSI presenta IL GRUFFALO', con Lidia Portella, Rufus Teatro (Biblioteca Civica).

lunedì 22 luglio 2013

Un ricordo di Horst

Penso che Horst e Sante Notarnicola abbiamo spiegato bene il perchè si diventa rapinatori e il perchè ribellarsi è giusto. Non ho mai incontrato Horst, ma ho avuto il piacere di corrispondere con lui, Sante e molti altri quando erano segregati in celle annegate nel cemento - Togliere la libertà ad uomo è come tagliare le ali a un passerotto - Finchè non vivremo in città o paesi, dove si disprezza l'oro, abbiamo tutti il diritto di ribellarci e una volta chiusi a chiave, tentare di conquistare quella libertà che ci spetta come diritto terreno. Ho avuto modo di scrivere e ricevere parole da molti detenuti. La sensibilità che si matura dietro alle sbarre non è descrivibile. Ricordo un ragazzo di 20 anni, catturato per strada, senza motivo, bastonato a sangue perchè conosceva un altro. Ricordo quelli che sono passati dall'OPG di Reggio Emilia, le cui mogli dormivano a casa mia con i bimbi, il giorno prima del colloquio. Ricordo S.Vittore, le aule dei tribunali dove mi recavo a salutare i ragazzi - Ricordo le 23 perquisizioni, solo per aver espresso solidarietà - Ricordo un compagno che uscito dal carcere, venne da noi una settimana, e al nostro ritorno dal lavoro trovavamo la casa pulita come uno specchio e la cena pronta - Ecco quello che manca a chi vorrebbe comandarci: l'umana sensibilità di amare gli altri - Nessuno riuscirà mai a soffocare il mio urlo in gola - Ciao Pralina a te e al tuo "bandito" gentile -

mercoledì 26 giugno 2013

Ormai è fatta! è uscita la versione in spagnolo




Autor: Horst Fantazzini

Una novela basada en hechos reales. 

Ormai è fatta! nos relata varios intentos fugas del protagonista que no se deja aplastar nunca, se denota cierto sentimiento insurreccional lejos de teorías enrevesadas, nos habla de la realidad, los anarquistas no estamos tan lejos de las aspiraciones de la gente de la calle somos parte de ella y por tanto nos acerca un poco a la esencia más cotidiana del día a día en los años 70.
Es un análisis vivencial de un tiempo, de la situación dentro de las cárceles, de los mecanismos del estado dentro de la cárcel, como termina de destruir algunas vidas que ya había empezado a minar cuando estaban en la calle…Un relato que nos introduce en la piel de Horst, de la rebeldía de los años calientes en Italia dentro de una persona con el corazón libre que jamas se arrodilló, llegando al anarquismo desde la práctica y la vivencia.
El libro se ha impreso en una de los pocos proyectos cooperativos autogestionados que quedan en el Estado español, sino el único. 
Fiel a su contenido hemos decidido que el libro sea una muestra coherente de su propio contenido y todo el trabajo está hecho con un esfuerzo militante de traducción, corrección, edición e impresión y esperamos que ese siga siendo su destino.

http://www.editorialklinamen.net/?p=548



venerdì 24 maggio 2013

Horst Fantazzini a Gorizia

Sul cartellone di «èStoria» (il Festival internazionale della storia di Gorizia, che giunge quest'anno alla sua nona edizione; pagato con i soldi pubblici, anche si dice che manchino) c'è la parola «banditi». È di loro, dei fuori e dei senza legge, che gli storici convenuti a Gorizia da mezzo mondo dibatteranno per tutto il weekend, dal 24 al 26 maggio. Ai banditi gli storici non hanno mai prestato grande attenzione: Robin Hood, se anche fosse un personaggio storico, e non lo è, continuerebbe a essere pane per autori di feuilleton storici e non materiale storico, per sua natura più nobile. Metà giornalista, metà romanziere, Alexandre Dumas père fu autore d'un Robin Hood e s'occupò anche di camorra subito dopo l'Unità italiana, quando diresse a Napoli un foglio garibaldino, L'indipendente (La camorra e altre storie di briganti, Donzelli 2013, pp. 319, 30,00 euro).A parte il marxista inglese Eric Hobsbwam, l'autore del Secolo breve, che, ai fuorilegge, dedicò una raccolta di saggi, I banditi. Il banditismo sociale nell'età moderna, Einaudi 2002, pp. 224, 18,00 euro, è raro che gli storici si occupino dei criminali e delle loro imprese. Di banditi parlano in prevalenza sociologi e giornalisti, i primi con freddezza da entomologi, i secondi per esaltarne le imprese o per biasimarne i costumi (dipende dall'occasione, dalla temperie culturale). Oggi molti storici di professione si occupano tuttavia di mafie, e, in particolare, di mafia siciliana, che in Occidente figura, credo a buon titolo, come la madre di tutte le organizzazioni criminali. Gli storici hanno scritto libri importanti sulle mafie, per esempio Cosa Nostra. Storia della mafia siciliana e Onorate società, due libri dello storico inglese John Dickie (pubblicati entrambi da Laterza, 2005 e 2011) di cui consiglio a tutti la lettura (sono pieni di fatti, poche le prediche, e per di più sono scritti bene).Ma per capire lo spirito della mafia siciliana, e per apprezzarne inoltre l'inquietante dimensione politica, resta insostituibile la lettura del Giorno della civetta di Leonardo Sciascia e la visione del Padrino di Francis Ford Coppola, film che merita di figurare nelle bibliografie dei manuali di storia delle dottrine politiche, a fianco del Principe di Machiavelli. A Gorizia, nei prossimi tre giorni, parleranno David Abulafia e Alessandro Barbero, Giorgio Dell'Arti e Alan Knight, Edward Luttwak e Alessandro Marzo Magno. Cioè storici e giornalisti, persino qualche romanziere. Niente banditi, però. Consiglio, a chi voglia ascoltare anche le loro opinioni in tema di banditismo, i titoli che escono nelle edizioni il Milieu di Milano: biografie e autobiografie di banditi, Horst Fantazzini, Francis Turatello, il rapinatore sardomeneghino Ezio Barbieri, il terrorista Cecco Bellosi. Sono libri seri e, a loro modo, preziosi, che restituiscono al banditismo una dimensione, non diciamo umana (è impossibile) ma per dir così «prespettacolare»: la dimensione che avevano un tempo nelle pagine di cronaca nera, prima che l'ideologia facesse della cronaca nera (è poi di questo che si occupano il Fatto e Micromega, mica di filosofia morale) una passerella di vanità giornalistiche.Immagino che a Gorizia, da domani a domenica, si daranno esempi di tutte le possibili letture del fenomeno: banditi come casi clinici, banditi per caso, banditi per colpa, ma anche banditi come icone di libertà. C'è infatti il sogno e l'incubo di un'altra vita nelle imprese del milieu, nei «colpi», nel rififì.

http://www.estoria.it/